Ho proprio voglia di togliermi qualche sassolino dalla scarpa...
Tutti (a ragione) criticano le iniziative di Mediaset e soprattutto dell'Innominabile Alessandra Valeri Manera riguardo alle scelte di palinsesto dei cartoni animati... ma, a mio parere, neanche TMC scherza. Un esempio su tutti è stata la trasmissione di Ranma 1/2, ma pure Conan, nel suo piccolo, ha subito qualche "tortura". Tre sono quelle che io ho trovato:
- 1) Ovviamente, come già detto prima, la sigla è stata cambiata, e quella nuova è a dir poco uno squallore unico. (chissà perchè, poi, quella nuova viene venduta dalla Cecchi Gori Music. Ma chi la compra?)
- 2) I genialoidi hanno deciso di cambiare il formato grafico dei titoli, inserendoci una versione in computer graphic. Al di là del fatto che i caratteri e la grafica in generale non c'entrano niente con Conan (a me più che altro fanno venire in mente Conan il Barbaro, che è tutt'altra cosa), l'errore è stato un altro: infatti, in alcune puntate, i titoli originali (quelli bianchi su sfondo rosso, per intenderci) non venivano inseriti all'inizio della puntata, ma dopo qualche scena. L'effetto finale della versione TMC è un gran macello: titoli che vengono tagliati male, titoli che si ripetono due volte (in entrambi i formati), e così via. D'accordo, la cosa è marginale, ma un senso di fastidio permane.
- 3) E questo è forse l'errore più grave, che dimostra come quelli di TMC non abbiano capito molto della storia. Nella prima versione italiana, durante la sigla iniziale, veniva mostrato il prologo:
- Prologo:
Compare all'improvviso un'orda di "Giganti" (i terrificanti aerei da guerra) che devasta una città moderna; la terra si spacca in due, e piovono dal cielo lava e fuoco; un gruppo di civili, per sfuggire alla guerra, sale a bordo di un razzo che, durante il decollo, viene danneggiato dalla pioggia di pietre infuocate. Il razzo non riesce nemmeno a superare l'atmosfera terrestre, e precipita su un'isola deserta (l'Isola Perduta). A questo punto c'è uno stacco: ci viene mostrata una distesa piatta di mare, e una coltre di nubi interrotta da qualche raggio di sole. Poi un'onda marina attraversa lo schermo, e la scena si sposta sotto il livello del mare, dove ci sono dei palazzi sommersi. Compaiono dei pesci, mentre sul livello del mare appare una barca su cui ci sono Conan e Lana, accompagnati dal gabbiano Tiki. Infine la scena si sposta sull'Isola Perduta, su cui Conan e Lana corrono felici. Il tutto si conclude con i ragazzi che, sulla sommità del razzo trasformato in casa, osservano il rosso infuocato del tramonto.
Questi tre minuti scarsi di animazione (insieme alla canzone di Georgia Lepore) racchiudono tutto il senso della storia: la distruzione iniziale; il raggio di sole, simbolo di vita; l'onda che spazza via vent'anni di difficoltà per farci vedere una Terra nuovamente verde e nuovamente popolata di animali e uomini; la comparsa dei due protagonisti della serie (insieme al gabbiano che nella puntata finale farà da "deus ex machina", l'elemento che di fatto riunirà Conan e Lana, separati dagli avvenimenti avversi); e il tramonto che conclude la sigla (come fra l'altro accade nella puntata finale). Il tutto scandito dalle note della fantastica canzone italiana, mai come in questo caso fedele alla storia e soprattutto alle immagini che scorrono: splendido il momento di stacco fra le due strofe principali, scandito nelle immagini dall'onda marina che spazza via tutto. Non ci vuole molto per capire come questa sigla sia un piccolo capolavoro nel capolavoro.
Orbene, tutto questo, nella sigla di TMC, non c'è. Al suo posto c'è il classico "collage" di scene tratte dal cartone (in cui fanno un paio di sporadiche apparizioni alcuni fotogrammi del prologo). Il risultato finale mi dà un'idea di "artigianalità" del livello più basso, di una cosa fatta "alla buona", e pergiunta di fretta. Non ci siamo proprio.
Se andate in questa sezione, troverete le immagini della sigla italiana.
- 4) L'unica critica non imputabile a TMC che mi sento di muovere alla versione italiana di Conan è il doppiaggio: i doppiatori non saranno stati più di quattro o cinque, e alcuni di essi (probabilmente per motivi di budget) si ritrovavano col doppiare più personaggi: è il caso di Massimo Corizza, che ha prestato la voce a Jimsy, Leska, Uro e altri personaggi minori; oppure della voce femminile (di cui purtroppo non conosco il nome) che ha doppiato Monsky, Tera, e tutte le donne presenti nel cartone, tranne Lana. Quest'ultima è la nota più dolente: in alcuni tratti, la sua voce è atroce, se non insopportabile. Pazienza.
La mia speranza è che TMC, nelle eventuali riedizioni di altre vecchie "glorie", (è l'unica emittente nazionale, insieme al circuito Amica 9 e Italia 8, che insieme alle schifezze moderne, ripropone i cartoni giapponesi), cerchi di non massacrare le sigle e le immagini di accompagnamento. E' un errore non considerare il ruolo e l'importanza che ha una sigla: primo, perchè essa esercita un forte fascino su di noi nostalgici (chi non ha mai associato una determinata canzone al cartone? Che trauma, oggi, vedere una vecchia serie, privata di una sua componente ritenuta ai suoi tempi "essenziale"). Secondo, perchè le sigle degli anni '70 e inizio '80 sono nettamente migliori di quelle odierne: vogliamo fare un confronto fra Georgia Lepore, I Superobots, I Cavalieri del Re, i Rocking Horse, la prima Cristina d'Avena (lo so, può sembrare un'eresia: ma le sue prime canzoni, rispetto a quelle di oggi, erano molto più belle: Mila e Shiro, Occhi di Gatto, Pollon, Nanà Supergirl, Lady Georgie sono dei lampanti esempi) con la Cristina d'Avena di oggi, con Marco Destro (ma chi è costui? chi lo conosce?), con quegli sconosciuti che cantano le sigle di TMC? Quest'ultima categoria sicuramente uscirà da questo confronto con le ossa rotte. I primi cantanti, ai nostri occhi, avevano almeno un nome, se non un volto: e spesso nomi importanti della musica italiana prestavano le loro voci a queste sigle (Nico Fidenco, I Vianella, Vecchioni che ha scritto la canzone dei Barbapapà cantata poi da Claudio Lippi e Orietta Berti); alcuni hanno iniziato la propria carriera cantando UFO Robot (Fabio Concato e Vince Tempera, che oggi imperversa ovunque); altri insospettabili personaggi dello spettacolo, agli esordi della loro carriera, si sono cimentati nello scrivere alcune canzoni: lo sapevate che Fabrizio Frizzi ha scritto la sigla di God Sigma (fra l'altro, scopiazzata nella sigla de "I Cervelloni")? E per concludere: anche in alcuni film vengono riprese, a volte anche interamente (cambiando ovviamente le parole), i motivi di alcune sigle: Bomber (1982) con Bud Spencer, ha come colonna sonora il motivo di Galaxy Express 999; "Un sacco bello" e "Bianco Rosso e Verdone" di Carlo Verdone contengono chiari richiami alla sigla di Supercar Gattiger.
Oggi invece? Il panorama è assolutamente desolante, almeno finchè regnerà incontrastato il duo Cristina d'Avena - A.Valeri Manera.
Meditate, gente, meditate...
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